Fonte: www.arabafelice.it - Dipinto di Maria Giovanna Battista Clementi

Fonte: www.arabafelice.it - Dipinto di Maria Giovanna Battista Clementi

“Come! Osereste arrestare il vostro vecchio sovrano? Proprio voi, colonnello, che mi avete visto cento volte, davanti a voi, guidare i soldati nella battaglia?”.
“Maestà – rispose il colonnello – noi vi abbiamo allora fedelmente seguito, ma ora serviamo fedelmente il Re vostro figlio. Il soldato non deve ricordare che il suo giuramento”.


Queste frasi concitare venivano pronunciate la notte del 28 settembre 1731 nella camera da letto del Castello di Moncalieri, in Piemonte. Il vecchio sovrano che era stato destato nel pieno della notte da un ordine di arresto, presentatogli proprio da un suo ex ufficiale, era Vittorio Amedeo II di Savoia, uno dei più valorosi e geniali sovrani della sua dinastia. Egli aveva da pochi mesi abdicato al trono in favore del figlio Carlo Emanuele. Proprio questo figlio aveva ora dato l’ordine di arrestarlo. Perché aveva fatto questo? Lo scopriremo in un altro articolo.

Il piccolo Ducato di Savoia era divenuto uno Stato unito e bene organizzato nel XVI secolo sotto il regno di Emanuele Filiberto che, nelle lotte tra Francia e Spagna, aveva saputo accortamente mettersi dalla parte del vincitore. Dopo di allora il ducato non aveva più partecipato alle contese delle grandi potenze di quel tempo. Le cose incominciarono a cambiare durante il regno di Vittorio Amedeo II.