Di tutte le piante che vivono sulla Terra le cosiddette “piante grasse” sono quelle che si presentano con le forme più strane. Ci sono quelle a forma di riccio, di bastoncini spinosi, di palette; alcune assomigliano a candelabri, altre ricordano grossi vasi decorati. Molte di esse possono essere tenute nelle case; non soffrono in ambienti troppo secchi e non hanno bisogno di cure particolari: basta dar loro di quando in quando un pò d’acqua; e anche se per tutto un anno ci si dimentica di annaffiarle, poco male; le piante grasse hanno una ricca riserva di acqua che permette loro di sopportare lunghissimi periodi di siccità. Si pensi che molte di esse contengono una quantità di acqua pari al 90-95% del loro peso ed alcune piante grasse posseggono foglie pesanti persino 4 o 5 chilogrammi; per di più, queste piante sono molto previdenti: consumano la loro riserva di acqua molto lentamente.

Sono, insomma, piante grasse… d’acqua. :)

Piante delle zone aride

Le piante grasse, dette anche succulente, fanno parte del gruppo di piante indicate col nome di xerofite (dal greco “xeros” = arido e “fitu” = germoglio). Le xerofite vivono in ambienti aridi: nei deserti dove le piogge sono rare, sui terreni sabbiosi e ghiaiosi nei quali l’acqua piovana sfugge subito in profondità, sulle superfici rocciose dove l’acqua scorre senza fermarsi.

Per poter vivere in simili ambienti, i vegetali sono muniti di ingegnosi dispositivi che permettono loro di sfruttare al massimo la scarsa e preziosissima acqua. Alcune piante, dette xerofite secche, sono munite di numerosissime e lunghe radici che “cercano” in una vasta zona di terreno, altre sono capaci di trattenere l’acqua consumandola lentamente; queste ultime sono appunto le piante grasse.

Quando esse hanno fatto provvista di acqua, possono superare periodi anche lunghissimi di secco; alcune misurazioni hanno dimostrato che un grosso cactus, una delle più comuni piante succulente, dopo 6 anni continui di siccità aveva perduto soltanto il 35% della sua riserva di acqua.