Siamo in un accampamento militare, nei primi anni del XVII secolo. E’ l’ora del riposo e fra le tente regna una grande animazione: chi cuoce carne allo spiedo, che beve o gioca a dadi litigando rumorosamente ad ogni occasione, chi cantando o imprecando, secondo l’umore, ripara le proprie armi. Ma, in mezzo a tanto chiasso e disordine, c’è un gruppo di soldati intenti ad una’occupazione insolita: la lettura. Alcuni uomini sono infatti raccolti attorno a un bancone sul quale è posato un volume aperto; lo sfogliano con curiosità e discutono animatamente sul suo contenuto; quale libro poteva destare tanto interesse fra gente così rozza e incolta?

Immaginiamo ora di avvicinarsae e osservare; si tratta di un libro intitolato: “Modo di usare le armi, gli archibugi, i moschetti e le picche”, ed era stato pubblicato ad Amsterdam nel 1608. Il volume era abbellito da più di cento illustrazioni, molto utili e chiare, che accompagnavano via via le spiegazioni del testo (bisogna sottolineare come i manuali tecnici illustrati non siano un’invenzione del nostro tempo).

Ecco le operazioni descritte in questo libro (illustrate “cinematograficamente” – cioè un movimento dopo l’altro) che doveva compiere un bravo moschettiere per poter far fuoco con la propria arma:

  1. si versa nella canna la dose di polvere da sparo, contenuta in un tubetto, e una pallottola;
  2. con una apposita bacchetta si comprimono la polvere e la palla in fondo alla canna;
  3. si versa ora dalla fiaschetta un pò di polvere fine nello “scodellino” dell’accensione. Questo scodellino comunica attraverso un piccolo foro con il fondo della canna dove si trova la carica di polvere da sparo;
  4. adesso si tratta di fissare al moschetto un’estremità della miccia. Il cordoncino acceso viene fatto passare in un apposito tubetto e poi fissato in una morsetta. Questa morsetta è sull’estremità di un “serpentino” che è collegato al grilletto;
  5. non resta che appoggiare la pesante arma al sostegno, prendere la mira e tirare il grilletto. Il serpentino recante la miccia accesa si piegherà fino a toccare lo scodellino; la polvere fine si accenderà, comunicando il fuoco alla carica posta nella canna.

Questa sequenza di operazioni serve per poter sparare con un moschetto a miccia.

In sintesi la storia delle armi da fuoco si può riassumere in tre tappe:

  1. armi a miccia – dal secolo XV fin quasi alla fine del XVII;
  2. armi a pietra focaia – dall’inizio del secolo XVI all’inizio del XIX;
  3. armi a polvere detonante – dall’inizio del secolo XIX ad oggi.

Fine prima parte.