Fonte: guercino.bo.cnr.it

Bacillo del tetano. Fonte: guercino.bo.cnr.it

All’improvviso, una persona qualunque si punge un dito con un chiodo. E’ una feritina di poco conto, poco più di un graffio, ma è sufficiente perché alcuni microbi patogeni (cioè generatori di malattie) penetrino nel suo corpo.La minaccia è tremenda perché i batteri, moltiplicandosi con spaventosa pubblicità, entro poche ore potrebbero invadere tutto l’organismo e persino condurlo a morte (come accade, ad esempio, con i bacilli del tetano). Ma nell’interno del nostro corpo scatta l’allarme e un meraviglioso servizio di difesa entra in azione repentinamente. Attratti dalle tossine microbiche, migliaia e migliaia di globuli bianchi (leucociti) accorrono verso la breccia da cui penetra il nemico. Insinuandosi fra le cellule dei tessuti, essi iniziano la lotta contro i batteri, inglobandoli e distruggendoli con una vera e propria digestione. Se la controffensiva inizia in tempo e i batteri non sono troppo numerosi e virulenti (sinonimi: infettivi, tossici, velenosi), i leucociti riescono ad annientare i nemici. Se invece i batteri resistono e riescono a moltiplicarsi, uccidono le cellule dei tessuti; in questo caso, i globuli bianchi devono anche distruggere le cellule morte, che potrebbero divenire pericolose, poiché liberano sostanze nocive. In questa tremenda lotta, che può avere due esiti e cioè la salvezza o un grave danno per il nostro organismo, molti leucociti muoiono trasformandosi in pus; ma i nuovi che accorrono di continuo tentano in tutti i modi di arrestare l’invasione. E nella maggioranza dei casi essi vi riescono, cioè riescono a “bloccarla” in un punto solo (cioè nel foruncolo), impedendo che l’infezione si diffonda in tutto il sangue (setticemìa).