Fonte: www.giardinaggio.it

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All’inizio dell’autunno capita spesso di vedere i bambini che abitano in campagna con delle mani sporche da far spavento. Non si può però rimproverarli di scarso amore per l’acqua e il sapone; al massimo si possono invitare a frenare la loro golosità e ad attendere, prima di mangiarle, che le noci maturino e si siano così liberate dal verde mallo. Infatti il colore bruno-nerastro delle loro mani è causato dal mallo delle noci fresche che oppone resistenza agli impazienti golosacci; esso contiene una sostanza amara, il tannino, fortemente colorante. Specialmente un tempo il tannino, contenuto in abbondanza nelle varie parti della pianta del noce, veniva usato per colorare in bruno i tessuti.

La maestosa pianta del noce è originaria dell’Asia. Da qui venne portata dapprima in Grecia e, in un secondo tempo, in Italia dalla quale si diffuse negli altri paesi europei ove ora cresce spontaneamente.

La pianta

Il noce è un grande albero che può raggiungere l’altezza di 25-30 metri; il tronco può misurare 2-3 metri di circonferenza ed è rivestito di corteccia di color grigio chiaro che si screpola nell’età avanzata. La sua chioma a forma sferica ne fa anche un bell’albero ornamentale.

Il noce cresce bene nelle zone collinose o montuose fino a 1000 metri di altitudine. Esso vuole clima temperato e preferisce i terreni calcarei, sabbiosi e secchi.

Il noce si moltiplica per seme e anche per innesto. Fruttifica quando raggiunge i 5 anni di età e dà buoni frutti fino al sessantesimo anno. Al noce non viene mai praticata la potatura, che lo danneggerebbe.